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Daoismo

 Daoismo

Il Daoismo (meglio conosciuto come Taoismo) è un’antica filosofia che si è sviluppata in Cina tra il VII e il V secolo a.c. i suoi maggiori esponenti sono Lao Tze (vecchio maestro), Chuang Tze e Lieh Tze.
Stiamo trattando di una filosofia nata tanti anni fa, quindi c’è lecito pensare di com’essa così antica non sia oggi inadeguata ad esprimere le esigenze dell’uomo moderno, invece vedremo come tale filosofia descrive molto bene le varie situazioni in cui ci troviamo nei nostri giorni. 

 

Il Daoismo fonda le sue radici nell’antica cultura e filosofia cinese,  si trovano tracce nel Buddismo, nello Zen, nella politica, nella medicina tradizionale, inoltre è una delle componenti essenziali delle arti marziali.
Di recente tale dottrina è anche venuta a contatto con il mondo occidentale, toccando temi come lo sviluppo personale, l’ecologia ed altro.
Il termine Daoismo o Taoismo, è usato in occidente sia per indicare la religione taoista, sia la filosofia sviluppatasi parallelamente alla religione, con questi termini si usava indicare i santi immortali; l’organizzazione di tale dottrina si deve al suo padre fondatore Lao Tze.
Dall’inizio della sua espressione, nacquero con essa la diffusione delle pratiche religiose, si fondarono molte scuole taoiste in cui si andavano sviluppando riti e concetti di divinità religiose inerenti alla religione tradizionale cinese, ma nonostante il nascere di molte scuole religiose, la religione Daoista è oggi meno sviluppata rispetto al passato.
Il testo più importante è il Daozang (Il Tesoro del Tao) il quale è diviso in tre dong:

  • Dongzen, Testi di suprema purezza: include testi sull’alto livello dei maestri e sulla meditazione.
  • Dongxuan, Testi del Tesoro Sacro: scritture sul livello medio d’iniziazione e sulla liturgia.
  • Dongshen, Testi dei Tre Sovrani, scritture sul minimo livello iniziatici e sulle tecniche d’esorcismo.

Il Dao De Jing (Libro della Via e della Virtù) è il testo attribuito al padre fondatore della corrente Lao Tze, quest’opera è riconosciuta come una delle più grandi opere spirituali dell’umanità.
Il Taoismo non dà particolare importanza ai testi sacri, i fedeli di solito non consultano il Daozang ma usano testi tramandati dai maestri, spesso dai parenti, molti movimenti cinesi recenti si basano su nuove scritture rivelate, a Taiwan per esempio si usa cantare inni tratti dai testi buddhisti anche nei templi taoisti.
Esistono altri uomini come Zhuang Zi che furono di fondamentale importanza per la formazione del Taoismo, essi sono gli esseri dai poteri straordinari che praticavano esercizi ginnici e respiratori che sono all’origine delle pratiche daoyin; è inoltre il periodo degli specialisti (fanghi), provenienti dall’antico Sciamanesimo cinese e degli immortali (xian) figure leggendarie d’adepti ed imperatori che raggiunsero l’immortalità, sono questi personaggi mitici di cui si sa poco, che sono all’origine delle pratiche eremitiche cinesi, sia daoiste sia buddiste che hanno avuto un ruolo essenziale nella formazione delle tecniche di longevità.
La filosofia di Lao Tze e di Zhuang Zi, si sono mescolate alle idee cosmologiche delle scuole dello Yin Yang e dei cinque elementi, per dare origine ad un complesso idee daoiste che pone come base il pensiero di Lao Tze e l’ideale di Zhuang Zi (il leggendario Imperatore giallo), questa corrente fu conosciuta sotto gli Han con il nome di Huanglao, termine nato dalla fusione dei nomi dei due maestri ed è un tratto importante dell’allora in formazione Taoismo.
Nello stesso periodo il primo grande movimento religioso Taiping Dao (Via della Grande Pace) fondato da Zhang Jue, prendeva come base il pensiero Huanglao, ne seguì poi la scuola Wudoumi Dao (scuola dei cinque sacchi di riso) fondata da Zhang Daoling (gli adepti per fare parte della confraternita dovevano pagare un tributo, cinque sacchi di riso da qui il nome della scuola) in questa scuola si occupavano della cura delle malattie e dell’esorcizzazione delle creature demoniache, questa fu poi chiamata Tianshi Dao (La scuola dei Maestri celesti), parallelamente a questa scuola si svilupparono promosse dai fanghi le pratiche alchemiche ricorrenti nella vita dei primi taoisti, l’obiettivo era il raggiungimento del segreto dell’immortalità fisica attraverso l’ingestione di sostanze minerali e vegetali per creare nel corpo un elisir.
Il Taoismo si sviluppa maggiormente nel Nord della Cina manifestandosi con certe forme di ricerca della perfezione personale, da ciò ebbe origine la corrente del Taoismo Quanzhen (La Religione delle verità integrale) fondata da Wang Chongyang; nel Sud si ebbe invece un maggiore sviluppo della corrente tradizionale detta Taoismo Zhengyi (La Religione dell’unità ortodossa), questa faceva uso dell’alchimia nel tentativo di controllare i principi dinamici Yin e Yang.
L’organizzazione del Daoismo avviene con templi, riti ed un clero, si affermò la tendenza al monachesimo (Taoismo Quanzhen), e con esso si ebbero i primi monaci e i primi conventi sia maschili, sia femminili.
La vita nei monasteri è una vita pura, dedica alle pratiche del Tao e all’armonia con la natura, la musica è un elemento fondamentale della vita monastica, i monaci praticano anche le arti marziali e la meditazione e bisogna aggiungere che i monasteri sono luoghi di pace e ritiro, dove spesso vanno anche i laici a pregare.
Nell’altra corrente del Taoismo Zhengyi, i sacerdoti possono sposarsi, vivono tra la gente e non nei templi che tra l’altro sono molto piccoli, non organizzano molti seminari e non conducono una vita conventuale.
L’ordinazione dei sacerdoti e dei monaci, avviene con un rituale che nella corrente Quanzhen termina con la consegna ad ogni novizio del lu, una specie di registro in cui sono elencate le forze divine conosciute.
Rispetto al Confucianesimo, altra grande religione cinese, il Daoismo si pone in maniera complementare, in quanto i cinesi li etichettano come due mezzi sii differenti ma che mirano allo stesso obiettivo, la saggezza; una frase di molti maestri cinesi è la seguente “ confuciani di giorno, daoisti di notte”.
In generale si può affermare che la dottrina Daoista si basa sui seguenti insegnamenti, il Tao ha provocato la creazione dell’universo, dando origine a due principi cosmici Yin e Yang, la natura dualistica di tutte le manifestazioni del Tao stesso, l’opposizione la dualità e la combinazione di questi due elementi è riscontrabile in ogni elemento della natura, movimento e staticità, luce e oscurità, maschio e femmina, attività e passività, il mutare delle cose è un continuo compenetrarsi e rigenerarsi di questo dualismo; infatti, niente potrebbe esistere se non esistesse la sua controparte complementare, essi rispettano insieme l’equilibrio degli aspetti duplici del tutto, le loro rappresentazioni sono solo il frutto delle nostre percezioni.
L’obiettivo principale di ogni fedele Daoista, è diventare un tutt’uno con la legge eterna, i fedeli per fare ciò devono armonizzare il Tao dentro di sé mettendo in comunicazione il proprio spirito con lo spirito dell’universo, attraverso l’esercizio fisico la preghiera e la meditazione.
Per non creare disarmonia e dolore, l’uomo deve prima pensare e poi agire e seguire la regola del wu wei lasciando che la natura porti sempre a compimento i suoi cicli, essa è la fonte della vita di tutte le cose, per questo l’uomo deve rispettarla imparando a rispettare la sua stessa natura, accettandola e non lasciando che essa sia sminuita e repressa.
La maggior parte dei Daoisti, sostiene che la vita personale debba basarsi sulle capacità e possibilità di ognuno, piuttosto che desiderare una vita forzata sul modello imposto dalla società, i desideri sono la fonte delle aspettative e aspettative irrealizzabili provocano sofferenza.
Nel momento in cui, si capisce che tutte le cose sono originate dal Tao (anche l’uomo stesso), tale consapevolezza porta l’uomo ad apprezzare la vita in ogni suo evento e a vedere il suo posto all’interno del mondo come un momento miracoloso in cui esso semplicemente è.
Il Daoismo concepisce l’esistenza come frutto di un continuo ciclo tra tre elementi: individualità, società (con i suoi valori artificiali), principi della natura, l’uomo deve capire i principi della natura e saperli integrare ai valori della società in cui vive per condurre un’esistenza armoniosa, per il Daoismo ciò che è bene e ciò che è male varia, nel tempo e nelle differenti società, a differenza dei principi della natura, i valori della società sono artificiali.
Abbiamo un’affermazione fondamentale nella dottrina Daoista “ L’uomo non è il centro della vita, la misura delle cose, ma è totalmente e soltanto parte della natura”, da ciò si può meglio comprendere il concetto della salvezza nella religione Daoista.
Il Daoismo non riconosce alcun peccato originale da cui si deve essere salvati, la salvezza consiste nel raggiungimento della piena felicità, della realizzazione, della sanità del corpo e della longevità.
Altro concetto fondamentale della religione daoista è il seguente “ Conoscere gli altri è saggezza, ma conoscere se stessi è saggezza superiore. Imporre la propria volontà agli altri è forza, ma imporla a se stessi è forza superiore. Esser sufficienti per se stessi è la vera ricchezza, governare se stessi è il vero carattere.
Gli obiettivi che il Daoismo si pone sono: Ritrovare se stessi, Conoscere se stessi, Governare se stessi.

  1. Ritrovare se stessi, il daoismo si occupa di costruire l’individuo, gli indica la via per ritrovare se stesso in tutto e in tutti, ciò che veramente conta è educarsi raggiungere l’unione con il Tao, da cui si riceve la virtù (de) che è la forza mistica del Tao che produce la massima semplicità (pu), la forza che ci permette di far tutto senza agire (wu wei) come la natura.
  2. Conoscere se stessi: la conoscenza perfetta è di ordine mistico, la si può raggiungere entrando in comunione con l’assoluto ed annullando la distinzione che c’è tra io e mondo, per fare ciò l’uomo deve innanzi tutto prendere coscienza di non essere superiore agli altri, egli deve comprendere di essere parte della natura, del ciclo delle cose, del Tao, quindi l’uomo può completarsi e trovare la giusta armonia con l’universo solo inserendosi nella natura di cui fa parte; per attivare ciò si può praticare la meditazione, il vegetarianesimo ed attenersi alle regole del wu wei, divenendo così una sola cosa con il Tao che è universale, stabile ed eterno.
  3. Governare se stessi: ciò va interpretato nel senso di diventare un tutt’uno con il Tao, sia con il corpo sia con lo spirito; il Tao è la totalità dei processi naturali ai quali l’uomo deve conformarsi, esso diventa una nozione metafisica e religiosa, una realtà superiore, è inesauribile e l’origine di tutte le cose, dà la vita a tutto senza agire, è l’ordine e la legge invariabile della natura, controlla tutto senza mantenere una forma, governa senza imporsi e presente in ogni cosa, ma non possiede nulla.

Molto interessante nel pensiero filosofico daoista, è la concezione del concetto della verità, i daoisti la intendono come qualcosa che sta nella totalità, che si può conoscere solo intuitivamente indipendentemente dall’uso dei sensi, la conoscenza perfetta è di ordine mistico e la si raggiunge entrando in comunione con il Tao; bisogna andare oltre l’apparenza delle cose per comprendere il vero significato, le cose veramente importanti sono quelle che sembrano senza significato ( esempi: la cosa più importante di una ruota è il foro centrale che le permette di attaccarsi al perno e quindi di girare, la cosa più importante in una finestra o in una porta è l’apertura ritagliata nel muro, ecc..), in realtà nessuno è più saggio di un bambino in cui l’armonia naturale è perfetta.

Volendo fare un confronto con le altre religioni, possiamo andare a osservare delle notevoli differenze su determinati concetti della vita, per esempio la concezione di vita e morte, secondo le idee occidentali la morte e l’antitesi della vita, essi sono due termini diametralmente opposti, senza alcuna attinenza; il daoismo al contrario considera la vita e la morte in stretta relazione tra loro come due stadi necessari della vita universale sulla terra, nel mondo occidentale il significato della parola morte è “il sonno eterno, la partenza che non ha ritorno”, il daoismo invece usa “il ritorno” intendendo il ricominciare a vivere, “il gran risveglio” alludendo al fatto che dopo la morte l’uomo giunge alla sua completezza raggiungendosi con il Tao, quindi la morte è vista come un processo naturale e benefico.
Secondo i principi della medicina cinese, il Qi o corpo energetico è considerato Yin, mentre il corpo fisico è considerato Yang; l’aspetto Yin del corpo energetico è relazionato al pensiero, all’anima allo spirito, mentre l’aspetto Yang corpo fisico è utilizzato per esprimere decisioni; quando la vita di un individuo perde l’equilibrio che c’è tra queste due forze, sopraggiunge la malattia, la morte.
Secondo la visione mitologica, per i cinesi gli uomini hanno due anime, una più spirituale che può dopo la morte diventare uno shen (spirito, entità benefica), l’altra più materiale che può diventare un gui( demone, entità malefica) e rimanere sulla Terra.
Il culto guidato dai preti, si fonda principalmente su inni di glorificazione del Tao o delle varie divinità, comunque non si attuano riti sacrificali, le cerimonie possono includere offerte di incenso, cantici e inni, musica e benedizioni, il manuale liturgico utilizzato è il Daozang  (liturgia della pioggia, liturgia dell’acqua, liturgia del fuoco ecc..  ); esse sono celebrate di solito in precise date stabilite dal calendario, anche se la venerazione personale può essere fatta ogni giorno.

 
Vi sono anche festività pubbliche celebrate in tutta la Cina, come per esempio quello paragonato al nostro Natale cristiano, è il Capodanno Lunare o Festa di Primavera nel quale si concentra ogni tipo di cerimonia religiosa, spettacolo ed esibizione sia in forma pubblica sia privata, e poi vi sono tutta una serie di feste minori in vari giorni dell’anno.
Il Taoismo o Daoismo è anche una religione panteistica, ciò perché il Tao è un ente trascendente che governa e amministra il mondo, punendo o premiando l’uomo, egli è un Dio-energia, è la matrice divina di tutte le cose che esistono.
Inizialmente il culto taoista si svolgeva all’aperto, solo in seguito si cominciò a concentrarsi all’interno dei templi che somigliavano molto a quelli buddisti, essi sono quasi sempre consacrati a specifiche divinità, in cinese il termine usato per identificarli è kuan o guan, che si può tradurre con osservare, contemplare, intuire.
Volendo fare una localizzazione geografica del daoismo, possiamo dire che esso si è sviluppato maggiormente negli Stai Asiatici: Cina, Taiwan, Malaysia, Vietnam, Bhutan, Singapore, Corea ed in minor misura in Thailandia e Giappone; negli ultimi decenni ha suscitato un certo interesse anche in occidente con la nascita di comunità in America, Europa e Oceania

Prof.ssa Daniela Mondello